Quattro fotografie raccontano meglio di molte parole il piccolo, grande lavoro fatto dai volontari di Valle Lonza APS a Ca’ dell’Abate: nella prima, sotto sterpaglie, alberi e cespugli, quasi non si intravedeva più nulla; nelle successive riemergono lentamente i muretti a secco, una piccola staccionata e un tratto di paesaggio finalmente restituito alla luce.
Non abbiamo ritrovato soltanto pietre. Abbiamo riportato alla vista una traccia dell’antico paesaggio rurale della montagna: muri costruiti con pazienza, pietra dopo pietra, quando ogni metro di terra aveva un valore e il lavoro dell’uomo modellava il territorio senza cancellarlo. Sono testimonianze semplici, ma preziose, di una cultura contadina che rischia di scomparire insieme ai luoghi che l’hanno custodita.
Un piccolo contributo, tanto lavoro
L’intervento è stato possibile anche grazie al piccolo contributo ricevuto dall’associazione, che abbiamo cercato di trasformare nel modo più concreto possibile in cura del territorio. Non si è trattato di un intervento affidato a un'impresa: gran parte del lavoro è stata svolta direttamente dai nostri volontari, mettendo a disposizione tempo, energie, attrezzature e soprattutto la volontà di fare qualcosa per il luogo in cui viviamo e che abbiamo scelto di custodire.
Il contributo, per quanto contenuto, ha quindi avuto un valore che va ben oltre la sua entità economica: ci ha permesso di mettere in movimento le persone, di iniziare un lavoro che altrimenti sarebbe rimasto soltanto un'idea e di dimostrare che anche una piccola associazione può produrre risultati visibili quando riesce a ottenere un minimo di fiducia e di sostegno.
Recuperare, riutilizzare, non sprecare
E quella piccola staccionata? Non c’era prima: l’abbiamo realizzata noi, utilizzando materiale di risulta e piccoli legni recuperati dalle potature effettuate durante i lavori. Perché anche questo fa parte della nostra idea di cura: nulla si getta quando può essere recuperato, riutilizzato e trasformato in qualcosa di utile.
È una forma semplice e concreta di economia circolare: ciò che il bosco ci offre attraverso la manutenzione può tornare a servizio del bosco stesso, senza sprechi e senza bisogno di nuovi materiali.
Liberare un muro dalle sterpaglie, recuperare le pietre, sistemare il terreno, utilizzare i rami delle potature per costruire una piccola staccionata: gesti apparentemente modesti, ma che insieme restituiscono ordine, leggibilità e dignità a un angolo del nostro paesaggio.
La memoria che torna alla luce
È così che immaginiamo la Valle Lonza: non come un territorio da consumare, ma come un luogo da conoscere, rispettare e lentamente riportare alla memoria.
Perché a volte basta liberare un muro dalla vegetazione per scoprire che, sotto le sterpaglie, la storia non era scomparsa: stava semplicemente aspettando di essere ritrovata.
E forse è proprio da piccoli interventi come questo che può nascere qualcosa di più grande: una comunità che torna a prendersi cura dei propri sentieri, dei propri boschi e dei segni lasciati da chi, prima di noi, ha vissuto questa montagna.
🌱 Valle Lonza APS – prendersi cura di un luogo significa anche restituirgli la possibilità di raccontare la propria storia.
Di seguito le foto dell'intervento, la prima immagina rappresenta il luogo prima del lavoro dei volontari e i muretti a secco restituiti al loro antico splendore:






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