Mercoledì 13 agosto, in un pomeriggio limpido sull’Appennino reggiano, la piccola borgata di Ca’ dell’Abate, in via Borcale 7, ha accolto abitanti e curiosi per un momento di forte valore simbolico e comunitario: la benedizione della nuova edicola votiva dedicata a Gesù Bambino di Praga. A presiedere la cerimonia è stato il parroco di Ramiseto, don Giovanni Davoli, accolto dai soci e simpatizzanti della neonata associazione di promozione sociale “Valle Lonza APS”, che proprio in questi giorni ha ufficialmente preso vita con l’obiettivo di tutelare e valorizzare un territorio fragile di montagna.
L’edicola sorge nel punto dove, fino a pochi anni fa, resistevano i ruderi di un vecchio pollaio costruito negli anni Cinquanta da Savio Spadaccini, con pietre raccolte nel torrente Lonza, per una famiglia locale. Col tempo la struttura era crollata, riducendosi a un cumulo di sassi. Nel 2024 è iniziato il paziente lavoro di trasformazione: sotto le mani esperte di Giuseppe Abati, maestro riconosciuto nelle lavorazioni in pietra e autore di numerose realizzazioni nella zona, quei materiali sono stati recuperati e ricomposti in una maestà armoniosa, capace di inserirsi con naturalezza nel paesaggio.
Al centro dell’edicola, protetta da una piccola nicchia, spicca la statuetta del Gesù Bambino di Praga, proveniente dal Santuario di Arenzano: la figura, rivestita di un manto riccamente decorato, è raffigurata in piedi, con lo sguardo rivolto ai passanti. La scelta della dedicazione richiama una devozione popolare diffusa e antica, segno di affidamento e protezione per la comunità.
Al termine della benedizione, i presenti hanno condiviso un momento conviviale, segno della volontà di mantenere vivi i legami sociali in un’area dove la vita scorre lenta ma intensa. L’evento ha rappresentato non solo un atto religioso, ma anche un gesto di rinascita e di cura del territorio, in sintonia con la missione della Valle Lonza APS: preservare la memoria, dare nuova vita ai luoghi e far sì che anche le pietre raccontino la storia di chi le ha raccolte e custodite.
Ecco altre immagini dell'edicola benedetta:







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